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Pensioni Italia: Età, Requisiti e Novità 2026-2028 INPS

Giorgio Ferrari • 2026-04-28 • Revisionato da Giulia Rossi

Per chi si avvicina alla fine della carriera lavorativa, sapere quando e come andrà in pensione è molto più che una curiosità: è una pianificazione concreta. In Italia, dal 2019 l’età per la pensione di vecchiaia è bloccata a 67 anni, ma le regole per le pensioni anticipate e le soglie per l’assegno sociale restano un panorama in movimento. Ecco cosa prevedono i requisiti INPS per il 2026 e quali novità sono attese nel biennio successivo.

Età pensione di vecchiaia fino al 2026: 67 anni · Requisiti contributi pensione vecchiaia: 20 anni · Sito ufficiale gestione pensioni: INPS.it · Novità principali: Adeguamenti 2026-2028 · Assegno sociale età minima: 67 anni

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • 67 anni di età per la pensione di vecchiaia nel 2026 (Sky TG24)
  • 20 anni di contributi minimi richiesti (Patronato ACLI)
2Cosa resta incerto
  • Le soglie esatte per l’assegno sociale 2026
  • I dettagli definitivi sulle deroghe 2027-2028
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo
  • Possibile revisione dei requisiti per pensioni anticipate dopo il 2026

I dati principali sui requisiti pensionistici sono riepilogati nella tabella seguente.

Indicatore Valore
Età pensione vecchiaia 67 anni (fino 2026)
Contributi minimi vecchiaia 20 anni
Sito domande pensioni www.inps.it/previdenza
Novità 2026 Adeguamenti INPS

Quanti anni si va in Italia in pensione?

In Italia il sistema pensionistico prevede diverse modalità di accesso alla pensione, ciascuna con requisiti specifici. Per la pensione di vecchiaia, che rappresenta la forma più diffusa, l’età minima nel 2026 è fissata a 67 anni. Questa soglia è rimasta stabile dal 2019, quando l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita aveva portato l’età da 66 anni e 7 mesi a 67 anni esatti.

Età per pensione di vecchiaia

L’INPS conferma che fino al 31 dicembre 2026 l’età per la pensione di vecchiaia rimane bloccata a 67 anni. Non ci saranno incrementi legati all’adeguamento della speranza di vita per il biennio 2025-2027, una decisione che era già stata anticipata dalla legge di stabilità. Dal 1° gennaio 2027, però, il requisito salirà a 67 anni e 1 mese, come stabilito dalle proiezioni demografiche aggiornate dall’ISTAT. Per il 2028 è già previsto un ulteriore scatto a 67 anni e 3 mesi.

Requisiti contributivi minimi

Oltre all’età anagrafica, per accedere alla pensione di vecchiaia è necessario aver versato almeno 20 anni di contributi. Questo requisito è rimasto invariato e rappresenta la soglia minima per tutti i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’INPS. Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, il sistema contributivo prevede un’alternativa: raggiungere 71 anni di età con almeno 5 anni di contributi effettivamente versati, a condizione che la pensione calcolata non sia inferiore all’assegno sociale.

Perché questo conta

Chi ha iniziato a lavorare tardi o ha contributi frammentari deve tenere presente che 20 anni di versamenti non sono un obiettivo negoziabile: senza questa soglia, anche raggiungendo i 67 anni, non si ottiene l’accesso alla pensione di vecchiaia.

Il pattern è chiaro: senza i 20 anni di contributi, l’età anagrafica non basta per accedere alla pensione di vecchiaia.

Qual è l’età minima per andare in pensione in Italia?

L’età minima per andare in pensione in Italia dipende dal tipo di prestazione a cui si intende accedere. Non esiste un’unica soglia valida per tutti: chi sceglie la pensione di vecchiaia deve avere almeno 67 anni, ma chi opts per la pensione anticipata può prescindere completamente dall’età anagrafica.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia richiede 67 anni di età e 20 anni di contributi. È la forma più comune di pensione e prevede una rendita vitalizia calcolata sul totale dei contributi versati durante la vita lavorativa. La decorrenza è fissata al mese successivo alla maturazione dei requisiti: se li si raggiunge a marzo 2026, la pensione partirà da aprile 2026.

Pensione anticipata

La pensione anticipata ordinaria non prevede requisiti anagrafici, ma solo contributivi. Nel 2026 gli uomini devono aver accumulato 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne la soglia è di 41 anni e 10 mesi. Questa prestazione non richiede alcun spes­saggio d’età, il che la rende particolarmente appetibile per chi ha iniziato a lavorare giovane. La decorrenza, however, prevede un’attesa di 3 mesi dalla data di maturazione dei requisiti.

Nota della redazione

La pensione anticipata fino al 31 dicembre 2026 mantiene le soglie attuali. Dal 2027 è plausibile una revisione al rialzo dei requisiti contributivi, sulla base delle regolazioni previste dalla riforma Fornero.

L’implicazione: chi soddisfa le soglie attuali entro il 2026 ottiene condizioni più favorevoli rispetto a chi presenterà domanda dal 2027 in poi.

Età e requisiti per andare in pensione 2026

La legge di bilancio ha confermato per il 2026 i requisiti attualmente in vigore senza modifiche rispetto al 2025. Per la pensione di vecchiaia restano validi 67 anni di età e 20 anni di contributi. Nessun adeguamento legato alla speranza di vita è previsto per i requisiti del biennio 2025-2027.

Novità legge di bilancio

Le novità principali per il 2026 riguardano le pensioni anticipate e le forme sperimentali. Per i lavoratori precoci, che hanno iniziato a versare contributi in giovane età, resta confermato l’accesso con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. L’APE sociale, destinata a chi svolge lavori gravosi o si trova in condizioni di difficoltà, richiede 63 anni e 5 mesi di età con almeno 30 anni di contributi (36 per attività usuranti).

Penalizzazioni anticipate

Chi accede alla pensione anticipata prima dei 67 anni potrebbe subire una penalizzazione sull’importo della rata mensile. Il coefficiente di trasformazione applicato è quello relativo all’età effettiva del pensionamento, penalizzante rispetto a chi aspetta i 67 anni. Per chi rientra nei requisiti di Opzione Donna, che richiedeva requisiti maturati entro il 31 dicembre 2024, la misura è ormai chiusa a nuovi accessi.

Il rischio concreto: andare in pensione anticipatamente significa accettare un importo mensile ridotto rispetto a chi aspetta i 67 anni.

Cosa cambia dal 2027 per le pensioni anticipate?

Dal 2027 sono attesi cambiamenti significativi per le pensioni anticipate, con la probabile introduzione di nuovi requisiti contributivi e possibly nuove soglie anagrafiche minime. Le proiezioni degli istituti di previdenza indicano che la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese dal 1° gennaio 2027.

Nuovi requisiti INPS

L’INPS sta definendo i nuovi parametri per le pensioni anticipate che entreranno in vigore dal 2027. Stando alle indicazioni dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (ente governativo italiano), i requisiti per la pensione anticipata saranno verosimilmente innalzati. Per chi ha 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) entro il 2026, conviene completare la domanda prima delle nuove soglie.

Deroghe e strategie

Per i lavoratori che non raggiungono i requisiti ordinari esistono diverse deroghe. L’Isopensione, disponibile fino al 2026, permette l’accesso anticipato a partire da 60 anni di età con almeno 20 anni di contributi versati. La Quota 103 per i dipendenti pubblici prevede una combinazione di età e contributi: 61 anni e 7 mesi di età con almeno 35 anni di contributi. Per gli over 64 con almeno 20 anni di contributi, esiste infine la possibilità di Opzione Seniors, a condizione che la pensione maturata sia almeno pari a tre volte l’assegno sociale.

In sintesi: Chi può accedere alla pensione anticipata entro il 2026 ha un vantaggio concreto: le soglie contributive restano più basse di quelle che saranno introdotte dal 2027. Per i lavoratori precoci o chi ha già molti anni di contributi alle spalle, conviene verificare subito i requisiti con un consulente INPS o un patronato.

Quanti anni di lavoro per avere la pensione in Italia?

Il numero di anni di lavoro necessari per ottenere la pensione in Italia varia sensibilmente a seconda del tipo di pensione richiesta e della situazione contributiva individuale. Non esiste una risposta univoca: si parte da un minimo di 5 anni di contributi per le pensioni più basse, fino a superare i 42 anni per l’anticipata ordinaria.

Contributi minimi

Per la pensione di vecchiaia servono almeno 20 anni di contributi. Questo è il requisito base che non ammette eccezioni: chi ha meno di 20 anni di versamenti, anche se ha raggiunto i 67 anni di età, non può accedere alla pensione di vecchiaia. Per i nuovi iscritti dal 1996, in alternativa ai 20 anni di contributi, esiste la possibilità di andare in pensione a 71 anni con almeno 5 anni di contributi effettivi, a condizione che l’importo della pensione non sia inferiore all’assegno sociale.

Pensione per non lavoratori

Chi non ha mai lavorato o ha contributi insufficienti può fare affidamento sull’assegno sociale, una prestazione assistenziale legata ai requisiti di residenza e reddito. L’assegno sociale viene corrisposto a partire dai 67 anni di età a chi non ha maturato i 20 anni di contributi richiesti per la pensione di vecchiaia e soddisfa le condizioni di reddito previste dalla legge. L’importo per il 2026 è indicato in circa 546,24 euro mensili, ma il valore esatto dipende dall’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del richiedente.

Il risultato: chi non raggiunge i 20 anni di contributi può accedere solo all’assegno sociale, con un importo significativamente inferiore rispetto a chi ha versato contributi per decenni.

Come fare domanda di pensione INPS

Tre le vie principali per presentare la domanda di pensione in Italia: online tramite il portale INPS, tramite patronato o con il supporto di un consulente del lavoro. Il canale più diretto è il sito INPS.it, accessibile con SPID, CIE o CNS.

  1. Accesso al portale INPS: Accedi a INPS (ente ufficiale di previdenza sociale) con credenziali digitali (SPID di livello 2, CIE o CNS). Cerca il servizio “Domanda di pensione” nella sezione Previdenza.
  2. Compilazione della domanda: Seleziona il tipo di pensione (vecchiaia, anticipata, etc.) e verifica che i dati anagrafici e contributivi siano corretti. Il sistema precompila automaticamente i periodi di contribuzione comunicati dai datori di lavoro.
  3. Invio e conferma: Dopo aver verificato i dati, invia la domanda. Riceverai un protocollo via email. La decorrenza della pensione segue la maturazione dei requisiti: il mese successivo per la vecchiaia, dopo 3 mesi per l’anticipata.
  4. Verifica cedolino: Una volta approvata la domanda, potrai consultare il cedolino pensione sul portale INPS per verificare l’importo mensile e eventuali conguagli.

Cronologia pensioni Italia

  • 2019-2026: Età pensione vecchiaia fissa a 67 anni
  • 2026: Requisiti confermati, novità legge bilancio
  • 2027-2028: Nuovi requisiti e deroghe INPS

Cosa sappiamo con certezza

Confermato

  • Età 67 anni per pensione vecchiaia fino al 2026 (INPS (ente governativo italiano))
  • 20 anni di contributi base per vecchiaia
  • Pensione anticipata: 42a10m uomini, 41a10m donne fino al 2026
  • Nessun adeguamento speranza di vita per i requisiti 2026

Incerto

  • Le soglie esatte dell’assegno sociale 2026
  • I requisiti definitivi per le pensioni anticipate dal 2027
  • L’impatto dell’inflazione sulle soglie minime

Punti di vista

“Nessuna modifica, dunque, per il 2026: i requisiti di accesso alle pensioni di vecchiaia e anticipate restano gli stessi del 2025.”

Itinerari previdenziali (osservatorio specializzato)

“La legge di stabilità ha confermato per il 2026 i requisiti attualmente in vigore.”

Patronato ACLI (patronato sindacale)

Per chi si avvicina alla pensione, il messaggio è chiaro: il 2026 offre una finestra di requisiti stabili che non sarà replicata nei prossimi anni. Dal 2027 l’età per la vecchiaia salirà e le soglie per le pensioni anticipate saranno verosimilmente innalzate. Per i lavoratori che hanno già raggiunto o stanno per raggiungere i requisiti attuali, presentare la domanda entro il 2026 significa bloccare condizioni più favorevoli. Per chi invece ha ancora qualche anno di contributi da maturare, la pianificazione con un consulente INPS o un patronato diventa essenziale per non perdere l’accesso alle prestazioni più convenienti.

Letture correlate: Salari medi in Italia · Fisco italiano

Le novità INPS sulle pensioni di vecchiaia per 2026-2028, con età minima a 67 anni e 20 contributi, sono chiarite nell’approfondimento requisiti 2026-2028.

Domande frequenti

Come calcolare la pensione INPS?

Il calcolo della pensione INPS dipende dal sistema applicabile: retributivo (per chi aveva contributi al 31/12/1995), contributivo (per chi ha iniziato dopo il 1996) o misto. Il portale INPS offre un simulatore online che permette di stimare l’importo inserendo i propri dati contributivi.

Qual è la pensione contributiva?

La pensione contributiva si applica a chi è iscritto dal 1996 in poi e si calcola interamente sul totale dei contributi versati, utilizzando coefficienti di trasformazione legati all’età di pensionamento.

Come consultare cedolino pensione con SPID?

Accedi al portale INPS con SPID, vai nella sezione “Prestazioni” e poi “Cedolino pensione”. Il documento è disponibile in formato PDF e mostra l’importo netto, le trattenute e eventuali conguagli.

Come fare domanda pensione online INPS?

Accedi a INPS.it con SPID, CIE o CNS, cerca il servizio “Domanda di pensione” nella sezione Previdenza, compila il modulo online e invia la richiesta. Riceverai un protocollo di conferma via email.

Chi ha diritto all’assegno sociale?

L’assegno sociale spetta a partire dai 67 anni a chi non ha maturato 20 anni di contributi, risiede in Italia da almeno 10 anni e soddisfa i requisiti di reddito previsti dalla legge. L’importo è di circa 546,24 euro mensili.

Quali sono le novità riforma pensioni Italia?

Le principali novità riguardano la conferma dei requisiti 2026 e i prossimi adeguamenti dal 2027: l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese, e le soglie per le pensioni anticipate saranno verosimilmente riviste.

Come richiedere pensione tramite patronato?

Recati presso un patronato (INCA CGIL, Patronato ACLI, Inca Cgil, etc.) con documento d’identità e codice fiscale. Gli operatori compilano la domanda online e la presentano direttamente all’INPS per tuo conto.



Giorgio Ferrari

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